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La Scuola che Vorremmo

Preambolo

Questo documeto è elaborato all'interno di un wiki in modo collaborativo da alcuni docenti, appartenenti a varii ordini della scuola

Lo svolgimetno delle primarie, per la prima volta in Italia, per la scelta del candidato dell'Unione alle prossime elezioni politiche nazionali pone, dal punto di vista politico, alcune questioni la cui soluzione è indispensabile perchè questo fatto diventi un'occasione di crescita democratica.

Restando un punto fondamentale, come riconosciuto dalla nostra costituzione, l'importanza dei partiti nel rendere possibile la partecipazione dei cittadini alla vita democratica, le primarie possono diventare un ulteriore strumento di confronto e sintesi delle varie sensibilità all'interno di una coalizione. Questo nella nostra opinione debbono essere e non scadere in un semplice confronto, il più delle volte falso di personalità.

Per questo motivo vogliamo porre, in primis all'attenzione del candidato alle primarie Professor Prodi, il problema della scuola che è di importanza fondamentale per la rinascita morale, sociale, culturale ed economica del nostro paese.

Introduzione

Nei Quaderni Antonio Gramsci denuncia la tendenza ad abolire ogni tipo di scuola 'disinteressata' (non immediatamente interessata) e 'formativa' o di lasciarne solo un esemplare ridotto per una piccola elite e di diffondere sempre più le scuole professionali specializzate in cui il destino dell'allievo e la sua futura attività sono predeterminate. Questa scuola, secondo Gramsci, appare e viene predicata come democratica, mentre invece non solo è destinata a perpetuare le differenze sociali, ma a cristallizzarle.

L’ipotesi di cambiamento del sistema formativo del ministro Moratti è l’antitesi più radicale dell’esperienza di democrazia e di uguaglianza che è stato il cuore della scuola di Don Lorenzo Milani. La nuova organizzazione scolastica ripropone modelli classisti senza porsi l’obbiettivo delle pari opportunità tra ragazzi, senza attenzione per l’esigenza d’integrazione degli alunni immigrati e tantomeno per quelli in situazioni di handicap, senza contare il fatto che l’anticipazione dell’età scolare e la diminuzione delle classi comporterà un decadimento anche della qualità ambientale delle nostre scuole con un rischio di sovraffollamento nelle aule.

Il pensiero di Gramsci e di Don Milani torna ad essere quanto mai di attualità. Alla luce della complessità dei problemi che oggi le nostre comunità si trovano a dover affrontare (questione energetica, integrazione fra varie culture, ingegneria genetica ecc..) la scuola deve essere esattamente l'opposto di quanto viene descritto dalle parole di Gramsci non deve cioè favorire la "cristallizzazione" della società ma deve contribuire al suo miglioramento. La nuova organizzazione scolastica ripropone modelli classisti senza porsi l’obbiettivo delle pari opportunità tra ragazzi, senza attenzione per l’esigenza d’integrazione degli alunni immigrati e tantomeno per quelli in situazioni di handicap. La scuola ha il dovere di:

  • valorizzare le differenze cercando di dare l'opportunita' agli studenti di raggiungere il massimo delle loro possibilità
  • non deve predisporre carriere per le quali nessuno ha a disposizione strumenti di previsione attendibili
  • non deve arrogarsi il diritto di decidere della vita futura di un adolescente rispetto al quale ha il solo obbligo di fornire tutti gli strumenti necessari a renderlo ``cittadino responsabile del suo tempo''.

Questi sono i motivi per cui le politiche di questo Governo sulla scuola sono inaccettabili. Non è un caso che i pilastri della contro-riforma siano:

  • l'abbassamento dell'obbligo scolastico
  • la riproposizione della distinzione fra avviamento professionale e scuola vera e propria
  • la cancellazione del tempo pieno e del tempo prolungato
  • la riduzione dell'orario scolastico obbligatorio
  • una politica di tagli alle risorse umane e finanziarie per la scuola pubblica che non ha precedenti.

La Politica Scolastica

La politica del centrosinistra per la scuola deve chiaramente definire:

  • gli obiettivi generali di politica scolastica
  • gli strumenti attraverso i quali raggiungerli

Obiettivi Generali

  • Investire nella formazione delle giovani generazioni, per progettare e costruire un mondo più giusto non è piu' un aspetto al pari di altri della politica di ``salvezza nazionale'', da delegare al prossimo Ministro, ma uno dei pilastri, insieme agli investimenti a medio e lungo termine in telecomunicazione e mobilità; di questo vi deve essere una chiara assunzione di responsabilità da parte del candidato presidente del consiglio e della coalizione
  • Allargamento dell'obbligo scolastico fino a 18 anni.
  • la scuola non come formatore di forza lavoro o classe dirigente, ma intesa come strumento volto a garantire, ai nostri bambini e alle nostre bambine, alle ragazze e ai ragazzi, la libera espressione di tutte le loro potenzialità;
  • Sviluppo dell’autonomia scolastica, intesa come strumento volto a garantire la qualità della formazione,quindi per rendere la scuola un soggetto forte nel contesto socio-economico nazionale in modo che l'interazione con le altre istituzioni/Attori abbia un senso e sia di reciproco arricchimento
  • Realizzazione delle opportunità educative per tutti e per ciascuno lungo tutto l’arco della vita
  • Promozione della generalizzazione della scuola dell'infanzia e inserimento degli asili nido nel sistema nazionale di istruzione e educazione; abolizione di ogni forma di anticipo a discrezione delle famiglie: la scuola non come parcheggio ma come momento fondamentale dell'educazione

Gli Strumenti

  • Interruzione delle politiche sotterranee di taglio del personale scolastico e assunzione in ruolo dei precari fino alla copertura di tutti i posti vacanti
  • Certezza delle risorse sia umane che strumentali per le Istituzioni Scolastiche (piani minimi di tre anni)
  • Ridefinizione dei compiti dei CSA che dovranno svolgere il ruolo di centri di consulenza e di sinergia fra le varie Istituzioni Scolastiche
  • Sburocratizzazione del ruolo docente, per un utilizzo più produttivo del tempo di lavoro, per la didattica, la ricerca e l'innovazione, l'aggiornamento
  • Sostegno all'autonomia didattica ed organizzativa delle scuole, valorizzazione della libertà di insegnamento, della laicità e del pluralismo culturale
  • Individuazione di un Consiglio di Istituto che non sia più parziale espressione di chi si trova momentaneamente nella scuola ma sia espressione più ampia della comunità che la ospita
  • Politiche attive per il diritto allo studio; di prevenzione del disagio scolastico e di sostegno ai soggetti disabili ed a rischio di emarginazione, nonchè degli stranieri immigrati, integrando azioni e risorse nazionali e regionali che debbono essere finalizzate a sostenere fattivamente le scuole nel loro lavoro di inserimento e integrazione
  • Politiche in favore dell'innovazione, della ricerca, del miglioramento della qualità dell'offerta formativa della scuola pubblica; in particolare promozione e sostegno dell'educazione interculturale e ambientale e della diffusione delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione;

-- RobertoBernetti - 15 Jul 2005

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