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Politica, Pedagogia e Software

Quando si riflette sul mondo dell'informatica sono sempre possibili due derive interpretative poste fra loro in un rapporto di specularità nell'opposizione:

  • da un lato è possibile una deriva tecnicistica, uno sprofondamento cieco e non pensante nella complessità delle macchine e dei sistemi che contempla le immense potenzialità degli stessi in modo puramente orizzontale, estensivo, senza vedere le implicazioni metafisiche e antropologiche che ogni fare umano implica e porta con sè;

  • dall'altro è possibile la deriva che politicizza o economicizza troppo rapidamente il problema, riducendolo a categorie in fondo elementari come "globalizzazione", "multinazionali", "monpolio", etc. e non riuscendo a pensare nè a vedere l' IMMANENZA già nello strumento tecnico del dominio e delle prassi di dominio che poi trovano nella loro esteriorizzazione sociale ed economica solo il loro epifenomeno, la loro manifestazione più secondaria e meno significativa.

Ma sappiamo che "il vero è l'intero", e che pensa in modo autentico solo chi non reifica l'oggetto , ma riesce a coglierlo nella sua vita più intima, nella trama di relazioni che ne determina il senso. Tutto ciò significa, in altre parole, che si tratta di vedere l'originaria densità antropologica celata nello strumento, e, quindi, come le DISARTICOLAZIONI o MANIPOLAZIONI dello strumento siano di fato disarticolazioni dell'umano che è in noi, sue oggetive diminuzioni.

Qui forse l'attacco del nuovo pensiero dovrebbe essere introdotto meglio.

Il software è gestito a livello mondiale in base a un regime di fatto monopolistico, il monopolio Microsoft. Ora la situazione che si è venuta a creare è tale che -come in ogni altro tipo di monopolio- lentamente l'utente si abitua agli strumenti che gli vengono forniti (ai costi, ai livelli di servizio, alle disfunzioni, alle clausole capestro...) e inizia a confondere percettivamente lo strumento stesso come una parte della "natura", ovvero non come un elemento storico-economico determinato e sottoponibile a critica, risultato di interessi e di strategie di potere, ma come una parte del paesaggio sociale in cui opera, come un destino non reversibile, come l'orizzonte di ogni critica, ma non come un oggetto passibile a sua volta di critica.

Tale regime monopolistico induce quindi gradatamente una particolare passività nell'utente, impedendogli di vedere la densità politica dell'informatica (e in generale di ogni strumentalità operante come mediatrice fra l'uomo e il mondo). L'utente medio di Windows, senza saperlo, si trova così dislocato in una nebulosa di pratiche delle quali si crede signore, ma che lentamente lo asservono, costringendolo nelle maglie di una dipendenza sempre più forte, fino al limite estremo della impossibilità di pensare un modo diverso di vivere il rapporto con il P.C. che non sia quello onniavvolgente di Windows, apparendo ai suoi occhi empio e blasfemo qualunque tentativo di deviare dall'ortodossia e di utilizzare altri strumenti.

Così la forza liberante della rivoluzione informatica -che è tale solo nella misura in cui aumenta la consapevolezza del soggetto delle sue potenzialità e favorisce platonicamente il "dominio di sè" e delle passioni- viene imbrigliata e del tutto frenata, facendo incombere lo strumento sull'utente e rovesciando i termini del rapporto. Questo rovesciamento avviene in molti modi , con tecniche anche assai sottili: il rito esoterico degli aggiornamenti", che incessantemente bombardano anonimamente e incomprensibilmente l'utente costringendolo a sentirsi perennemente inadeguato (immaginate un calzolaio che ogni due giorni si sente dire che è pronto un martello migliore che è il suo con una lieve , impercettibile, modifica!!) e il mito delle nuove versioni di Windows, , che a loro volte allontanano da ogni capacità di consistere, di stare, di contemplare, di essere paghi, alimentando artificialmente di una vuota incessantemente risorgente novità, abituando così alla logica del consumo nel modo più radicale.

Cos'è il Software Libero

Per poter meglio comprendere i concetti che seguiranno è utile chiarire, per i non specialisti cos'è il software.

Il Software

Con il termine software vengono indicati i programmi scritti dai programmatori con il fine di utilizzare un computer per risolvere problemi della vita reale. Un programma è quindi come una ricetta di cucina un sequenza di istruzioni. In un caso le istruzioni tendono a risolvere problemi del tipo:
  • contabilità di un conto corrente
  • posizionamento di un arma (i famosi Patriot vanno a caccia del missile nemico mettendo in pratica le istruzioni scritte in un programma)
  • controllo della dialisi in un rene artificiale
nell'altro caso
  • preparare un piatto di spaghetti alle vongole
  • un torta alla frutta.
Nell'informatica è una macchina che in genere porta a termine il compito nell'arte culinaria in genere un uomo con l'ausilio di alcune strumenti (nulla vieta che fra qualche anno non sarà un computer a prepararci i cibi).

I programmi vengono in genere scritti, per comodità, su un supporto digitale dato che il suo fruitore (il computer) è in grado di leggere solo su Media di tipo digitale (penne USB, CD-ROM, Hard Disk, etc..) le ricette ultimamente vengono anch'esse scritte su suppor autenticamente solo chi non to digitale, dato che l'industria editoriale è ormai completamente informatizzata, ma poi vengono trasferite su supporto cartaceo perché i suoi fruitori (cuochi etc..) riescono a leggere solo Media di tipo audio-visivo.

n programma inizia quindi con un codice sorgente scritto in un linguaggio più simile a quello umano che a quello comprensibile dalla macchina per poi essere tradotto da un altro programma (che in genere viene chiamato interprete o compilatore) nel linguaggio proprio della macchina.

Flusso di compilazione

Ecco qui sotto un esempio di codice, un programma che stampa sul monitor la scritta "Ciao Mondo!".

int main(){
printf(’’Ciao Mondo!’’);
return 0;
}

La comprensione delle singole istruzioni è piu semplice per chi è di lingua anglosassone in quanto i predicati vengono scelti appunto da quella lingua.

Andando alla sostanza il software non è che un'idea che viene scritta in un linguaggio molto più semplice di quelli umani la "semplicità" è legata la suo fruitore finale che è appunto un computer.

L'aspetto Scientifico del Software

E' importante notare che nella fase iniziale di sviluppo dell'informatica il software (o codice) era parte integrante delle pubblicazioni scientifiche. In esse veniva affrontato il problema in termini di linguaggio umano e matematico e veniva data poi la "traduzione" nel linguaggio di programmazione. Questo processo era insito nell'aspetto dell'informatica come scienza, quindi conoscenza condivisibile e verificabile.

Si può a questo punto capire come sia stranissimo il copyright applicato al software. Infatti in questo caso, a differenza di un libro di ricette, ne viene distribuita la parte scritta in linguaggio macchina che è incomprensibile anche al più esperto dei programmatori. Questo vuol dire che si crea un monopolio nell'uso delle idee. Idee di cui tra l'altro non ne conosciamo nemmeno le caratteristiche. Siamo in grado di valutarne solo alcuni effetti finali (stampa di un documento, invio di un e-mail). L'impatto più deleterio si ha nella formazione; si insegnano i Sistemi Operativi senza potere leggere le idee che ci sono alla base. Sarebbe come insegnare la "Divina Commedia" senza poterla leggere, valutandola soltanto dall'effetto benefico/malefico che ha su un suo lettore che stiamo osservando. Se chiedessimo a questo lettore cosa sta leggendo egli ci risponderebbe che per legge non ce lo può dire ma che la lettura lo sta estasiando.

Il Software Libero

Il movimento del Software Libero fondato più di 20 anni fà da Richard Stallman.



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SoftwareCode.png manage 32.4 K 20 Dec 2006 - 18:04 RobertoBernetti Flusso di compilazione

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